Il rating valuta il rischio di credito, cioè la probabilità d’insolvenza da parte di una società che contrae debiti. Il rating si esprime in una scala che va dai valori massimi per un rischio di credito irrilevante a valori minimi per un rischio di credito alto (AAA, AA, A, BBB, BB, B CCC, CC, C, DDD, DD, D).
Il prezzo del credito bancario (tasso di interesse) dipende dall’appartenenza ad una classe di rating piuttosto che ad un’altra e, quindi, la classe di rating in cui le banche collocheranno l’impresa diventerà una variabile strategia per regolare il costo del finanziamento.
La conoscenza del proprio rating è indispensabile all’imprenditore per capire come viene valutata l’impresa da banche e fornitori. Pertanto monitorare il rating consente di tenere sotto controllo le principali variabili aziendali (redditività, patrimonializzazione, situazione finanziaria, capacità di crescita, ecc.) individuando anche con l’aiuto di una consulenza esperta le attività da promuovere per un suo miglioramento. In tal modo si è in grado di:
Il prezzo del credito bancario (tasso di interesse) dipende dall’appartenenza ad una classe di rating piuttosto che ad un’altra e, quindi, la classe di rating in cui le banche collocheranno l’impresa diventerà una variabile strategia per regolare il costo del finanziamento.
La conoscenza del proprio rating è indispensabile all’imprenditore per capire come viene valutata l’impresa da banche e fornitori. Pertanto monitorare il rating consente di tenere sotto controllo le principali variabili aziendali (redditività, patrimonializzazione, situazione finanziaria, capacità di crescita, ecc.) individuando anche con l’aiuto di una consulenza esperta le attività da promuovere per un suo miglioramento. In tal modo si è in grado di:
programmare lo sviluppo;
migliorare il rapporto con il sistema bancario;
ridurre i costi per oneri finanziari;
non rischiare la revoca degli affidamenti a causa di un rating non adeguato;
migliorare il grado di redditività.










